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VANN'ANTO'

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 Vann'Antò e il nome con cui si firmò regolarmente Giacomo Giovanni Antonio, nato a Ragusa nel 1891 e morto a Messina nel 1960. Studioso di dialetti e di folclore siciliano (si ricorderanno almeno due sue opere: Il dialetto del mio paese e Indovinelli popolari siciliani), prese parte alla Prima guerra mondiale, sulla quale lasciò un libro di memorie. Dal 1919 si dedicò all'insegnamento, prima nelle scuole medie superiori, poi come docente di Storia delle tradizioni popolari presso l'Università di Messina. In giovinezza ebbe un'esperienza futurista, come documenta il volume, a cura di Miligi, Vann'Antò futurista, Milano 1956. La prima raccolta delle poesie in lingua (Fante alto da terra, Messina 1932) e connessa alla sua esperienza militare. Segue La Madonna nera, Messina 1955.

Tre sono i volumi in dialetto: Voluntas tua, Roma 1926; U vascidduzzu, Messina 1956; 'A pici, Ragusa 1958; da cui si citano gli ultimi due testi.

Fatta eccezione per i versi tratti dal poemetto Mmiernu e primavera tradotti da P.P. Pasolini, le altre poesie sono volte in italiano dall'autore.

 

 

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