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LUIGI CAPUANA |
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- Luigi Capuana nasce il 29 maggio 1839 a Mineo, in provincia di Catania, primogenito di sette figli, in una agiata famiglia di possidenti terrieri. A Mineo trascorre la sua prima infanzia e la giovinezza, compiendo i primi studi e frequentando la scuola comunale retta dai gesuiti. Prosegue gli studi nel Real Collegio di Bronte ma nel 1855 torna a casa per motivi di salute. La sua preparazione è ancora carente e lacunosa. 1857- Si iscrive alla facoltà di Legge dell'Università di Catania per volontà della famiglia e dello zio Antonio; ma, privo di interessi per gli studi giuridici, preferisce dedicarsi alla letteratura. Stringe amicizia con giovani poeti (Giuseppe Macherione) e affermati letterati (Lionardo Vigo), con i quali collabora a ricerche sulle tradizioni poetiche e favolistiche siciliane. Partecipa al-l'impresa garibaldina come segretario del comitato insurrezionale di Mineo e cancelliere del nuovo consiglio civico. Tra il '61 e il '63 pubblica la leggenda drammatica Garibaldi e i versi Vanitas vanitatum. 1864- Parte per Firenze al l'insaputa dello zio Antonio, complice la madre. Nel capoluogo toscano entra in contatto con i migliori intellettuali del luogo e presto ottiene l'incarico di critico teatrale, prima per la a Rivista italica >> (1865), poi per il quotidiano La Nazione (1866). Due anni di attività lo porteranno presto ad una certa fama. Nel 1868 torna a Mineo per motivi di salute. A Mineo assume prima la carica di ispettore scolastico municipale, poi di consigliere comunale e, nello stesso anno 1870, è sindaco. La passione e la severità con cui si dedicò a queste attività pubbliche gli fecero meritare l'appellativo, da Verga, di Depretis di Mineo a. Compie molte letture fra cui i Saggi critici di De Sanctis e Dopo la laurea di De Meis, e si dedica ad una serie di occupazioni come la fotografia, l'allevamento di bruchi, il disegno. Pubblica il bucato in famiglia. 1872: pubblica II teatro italiano contemporaneo. 1875: è a Roma dove elabora il primo progetto di Giacinta. 1877- Lascia nuovamente la Sicilia e si stabilisce a Milano accompagnato da Beppa Sansone sua cameriera e compagna. Pubblica Profili di donne e lavora stabilmente al « Corriere della Sera » come critico letterario e teatrale. lnstaura qui una solida e durevole amicizia con Verga, che aveva già conosciuto a Firenze. E con l'amico siciliano che Capuana comincia a discutere di verismo e naturalismo, citando e criticando i maestri » francesi. Il 10 marzo 1877 sul Corriere » compare la prima recensione di Capuana a Zola per L'ammazzatoio. Lavora a Giacinta, che completa durante un breve soggiorno a Mineo. 1879 Tornato a Milano, pubblica Giacinta (Brigola) suscitando non poco scandalo fra lettori e critici. Lo stesso Treves accusa l'autore d'immoralità, mentre fra gli altri ad esprimere giudizi favorevoli è Verga, il quale apprezza i risultati formali del testo. 1878 Si trasferisce nuovamente a Mineo e stringe amicizia con De Roberto. Pubblica le due serie di Studii sulla letteratura contemporanea ('80-'82) e alcuni volumi di novelle: Un bacio e altri racconti ('81), Homo! e Storia fosca ('83). Cura la sua prima raccolta di fiabe C'era una volta... ('82) a cui fanno seguito II regno delle fate e Reginotta ('83). Nel 1882 va a Roma per dirigere il << Fanfulla della domenica ». Pubblica articoli sulla << Cronaca bizantina » e conosce d'Annunzio, Carducci e De Amicis. Nel 1883 peggiorano le condizioni di salute e torna a Mineo. 1884- A Mineo riprende 1888 l'attività letteraria con intensità, pur fra gli impegni familiari e 1884- pubblici. Pubblica no- velle (Ribrezzo, Una bomba), saggi (Per l'arte, 1885; Spiritismo?, 1884), versi (Semiritmi, 1888) e inizia a lavorare per il teatro con l'atto unico il piccolo archivio (1886). 1889- Sono anni importanti 1890 per la vita dello scrittore. Torna a Roma e vi si stabilisce per circa dodici anni, avendo ottenuto l'agognato incarico di professore di Letteratura italiana all'Istituto Superiore Femminile di Magistero. Prosegue l'attività di narratore e saggista. Escono: Fumando ('89), Vento e tempesta ('89), la riduzione teatrale di Giacinta ('90); sulla Nuova Antologia esce in dieci puntate il romanzo Profumo. 1892- Prosegue l'attività d'insegnamento e s'intensifica la produzione letteraria:pubblica Profumo (92),Libri e Teatro,La Sicilia e il Brigantaggio,Le Appassionate, Le Paesane,alcuni volumi di fiabe. In circostanze drammatiche conosce la giovanissima Adelaide Bernardini con cui inizia una relazione d'amore. Incontra con Verga, Emile Zola. Muore la sorella, Teresina.Trascorre gli ultimi anni del suo soggiorno a Roma con la compagna Adelaide.All'attività di insegnamento si accompagna la sua migliore produzione narrativa e saggistica: escono Scurpiddu e Gli "Ismi" contemporanei. Pubblica il suo romanzo capolavoro Il Marchese di Roccaverdina; fiabe e novelle.Alla fine del 1902, che in una lettera alla sorella, Capuana aveva definito un anno terribile e disgraziatissimo, si trasferisce all'Università di Catania dove va ad insegnare Lessicografia e Stilistica su comando del ministro della Pubblica Istruzione Nunzio Nasi. Pubblica il discorso inaugurale La scienza della letteratura (1902). A Catania, salvo brevi viaggi, rimarrà fino alla morte. Nel 1908, dopo tredici anni di vita in comune, sposa Adelaide Bernardini. Intanto ha pubblicato Arte e scienza (1904) ed una serie di volumi di fiabe e novelle. Nel 1910, in occasione del giubileo letterario e del suo settantesimo anno d'età (1909) riceve particolari festeggiamenti dall'Università di Catania e la nomina di Commendatore della Corona d'Italia dal re. Nello stesso 1910 difende in tribunale Marinetti per oltraggio al pudore dovuto alla pubblicazione del suo romanzo. Dopo aver curato e pubblicato i primi due volumi del suo Teatro dialettale siciliano (1911), Capuana pubblica Gli americani di Ràbbato e circa nove raccolte tra fiabe e novelle. Nel 1912 pubblica il terzo volume del Teatro dialettale siciliano. 1914: viene collocato a riposo per aver raggiunto i limiti d'età, ma non gli viene concessa la pensione perchè privo del necessario numero di anni di servizio. Aveva appena terminato di scrivere una riduzione teatrale della novella Quacquarà per Angelo Musco, quando una paralisi cardiaca lo colpi il 29 novembre. La salma, dopo i funerali, fu tumulata nel piccolo cimitero comunale di Mineo
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biografia 25
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