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  FRANCESCO CRISPI

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Genova, uomo politico italiano Ribera , Agrigento, 1818 - Napoli 1901 Fu uno dei capi più influenti del movimento repubblicano della Sìcilia. Costretto ad andare in esilio dopo la restaurazìone borbonica, emigrò a Torìno; arrestato e cacciato dal Piemonte, riparò a Malta. Allontanato anche da Malta, fu costretto a recarsi a Londra (gennaio 1855) e a Parigi; ma anche., da Parigi fu espulso, nell'agosto 1858. In anni Crispi subì fortemente l'influsso delle idee mazziniane e venne abbandonando  l'autonomismo siciliano per l'unitarismo-Nel 1860 fu uno dei principali organizzatori della spedizione dei Mille; fu ispiratore-. della dittatura e la vera mente politica del governo di Garibaldi nelle province meridionali. Nominato ministro degli esteri da Garibaldi, dopo il plebiscito del 21 ottobre1860 si ritirò, ìnducendo lo stesso Garibaldi a deporre la dittatura. Divenne quindi capo dell'estrema sinistra nel parlamento italiano, dove era stato eletto deputato nel 1861 si andò tuttavia convincendo che la monarchia era lo strumento e la garanzia indispensabile dell'unità, e ruppe apertamente con Mazzini e i repubblicani (1865), fondando il Partito radicale costituzionale.

Presidente della camera nel 1876, dopo la caduta della Destra storica fu ministro degli Esteri nel: gabinetto Depretis (1877-1878); ma il 7 marzo 1878 fu costretto a rassegnare le dimissioni. Tornò tuttavia al potere alla morte di Depretis e fu a due riprese alla testa del governo. In politica estera i criteri ispiratori della sua condotta furono il triplicismo a oltranza, l'ostilità verso la Francia e la volontà di fare dell'Italia una grande potenza mediterranea e coloniale. Crispi rivolse le sue ambizioni coloniali all'Abissinia le truppe italiane occuparono Cheren, Asmara e si spinsero fino al confine del Mareb; Menelik sottoscrisse il trattato di Uccialli ( 2 maggio 1889) che mirava, da parte italiana, a estendere il protettorato sull' intera Abissinia. Ma il negus denunciò  nel febbraio 1893 tale trattato; nel novembre il contrasto sboccò nella guerra. L'esercito italiano, provato dallo scacco dell'Amba -Alagi. (7 dicembre 1895), fu sconfitto dagli abissini ad Adua (1° marzo 1896), e  Crispi dovette abbandonare il potere. Sul piano interno, la politica crispina fu caratterizzata  dalla repressione del movimento irredentista (austrofobo e francofilo), dalla lotta contro gli anarchici (in Lunigiana) e soprattutto contro le organizzazioni operaie e contadine e il movimento socialista. Lasciò interessanti memorie (I Mille, Politica estera, questioni internazionali, La prima guerra d Africa, . e una vasta corrispondenza con Mazzini,e Garibaldi, ecc.

 

 

                                                                            

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