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AVVENNE 312 ANNI FA |
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"L'orribilissimo terremoto dell'anno 1693 è stato senza dubbio il maggiore e più pernicioso che fra tanti avesse danneggiato la Sicilia, e sarà sempre l'infaustissima sua memoria luttuosa negli annali di quest'isola, tanto per la sua durata, quanto per la rovina apportata dappertutto. Il giorno di venerdi (9 gennaio) all'ora quarta e mezza, tutta la Sicilia tremò dibattuta da terribile terremoto. Nel Val di Noto e Val Demone fu più gagliardo, nel Val di Mazzara pin rimesso... La domenica II dello stesso mese, circa le ore 21, fu conquassata la Sicilia d'altro violento terremoto, con la strage e danno non accaduti nei secoli scorsi... Comincio il suo strepitoso moto dalla parte meridionale. L'isola di Malta udì le prime scosse... Indi passò alla Sicilia e alla di lei parte meridionale e in Val di Noto, poco prima che alla settentrionale, in cui fu più tardi; onde dalla parte meridionale corse alla settentrionale..." Cosi la cronaca dello storico Mongitore; e quell'evento di trecento anni fa, mai scomparso dalla memoria collettiva, ci appare in tutta la sua drammatica crudezza. Scomparvero intere città della Sicilia sud-orientale, con un tributo di vite umane altissimo. La ricostruzione delle città, a partire dagli inizi del settecento impresse al territorio una cesura col passato e una configurazione che contraddistingue esteticamente e funzionalmente le nostre aree. |
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Fatto storico 9
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