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      QUASIMODO

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 Quasimodo (Salvatore), poeta italiano (Siracusa 1901 - Napoli 1968). Nel 1941, dopo: aver svolto vari mestieri, venne nominato-«per chiara fama, professore di letteratura italiana al Conservatorio di Milano. La carriera¬ di poeta si definì con la pubblicazione su Solaria delle prime poesie e Oboe sommerse - (1932). Nel 1936 uscì la nuova raccolta Erato e Apollion, nel 1938 il volume antologico Poesie: questi versi, con l'aggiunta di un gruppo di Nuove Poesie, formano Ed e subito sera (1942). Se la ricerca della parola preziosa fa sentire nella sua poesia la suggestione di D'Annunzio non meno evidente sono la rievocazìone commossa dei paesaggi della sua terra e una patetica vena di malinconia. L'esperienza della guerra e dell'occupazione tedesca accentuò quella vena che, per la verità era già in Nuove Poesie, ripreso poi nelle raccolte successive: La terra impareggiabile 1958), Dare e avere (1966). Nel 1959 gli fu conferito il premio Nobel per la letteratura. Il suo grande risultato di traduttore di poeta nella famosa raccolta Lirici greci (1940); a essa si possono aggiungere il Fiore dell'antologia Palatina (1957), da Ovidio (1959), Dall'lliade Tra i poeti contemporanei tradusse T. Arghezi (1966), P. Eluard (1970, postuma ). Tra i suoi scritti di poetica e di critica sono significativi i Discorsi sulla poesia, corpus centrale del volume Il poeta e il politico (1960). Nell'anno della morte è apparso invece Un anno di Quasimodo. Da ricordare ancora Le lettere d'amore di Quasimodo (1969, a Maria Cumani), le lettere a Sibilla Aleramo (1983).

 

 

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