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GIOVANNI GENTILE

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 filosofo e uomo politico italiano (Castelvetrano, Trapani, 1875 - Firenze 1944).

 Dal 1903 collaborò alla rivista La Critica, diretta da Benedetto Croce. Dopo l'avvento al potere del fascismo, Gentile fu ministro della pubblica istruzione fino al 1924 e in tale veste elaborò e attuò quella riforma della scuola italiana che è nota appunto come ,riforma Gentile, >. Diresse la Scuola normale di Pisa e l'Istituto per l'Enciclopedia italiana e, dal 1943 alla morte, fu presidente dell'Accademia d'Italia. Dopo l'8 settembre aderì alla repubblica di Salò. Cadde a Firenze per mano dei partigiani (15 aprile 1944). Il pensiero di Gentile muove dalla revisione di Hegel; molto evidente e anche la presenza di suggestioni fichtiane. Per Gentile tutta la realtà è atto dello spirito, donde il nome di attualismo" con cui viene sinteticamente caratterizzata la sua filosofia L'atto dello spirito e il «pensiero pensante. mentre il passato, la natura, il molteplice sono atto decaduto a fatto. Si tratta dunque di una filosofia dell'immanenza assoluta fuori dell'atto dello spirito nulla ha veramente realtà. Il soggetto dell'atto è l'io trascendentale , o assoluto, di cui gli individui particolari sono incarnazioni contingenti L'attualità dell'Io è la sintesi di una tensione dialettica incessantemente superata, in cui il momento della pura soggettività (l'arte si oppone al momento della pura oggettività (la religione). L'arte e la religione, considerate di per se, sono perciò «inattuali e si realizzano solo nella concretezza dell'atto.. In pedagogia, la tesi dell'irrealtà sostanziale della distinzione maestro-scolaro e dell'astrattezza di tutte le metodologie didattiche e conduce Gentile alla radicale riduzione, dell'educazione ad autoeducazione. Infine la società civile si invera nello Stato, il diritto trova la concretezza nella morale, ne segue ogni distinzione fra privato e pubblico perde senso. Opere principali: La filosofia Marx (1899), Sistema di logica come teoria:

conoscere (1917-1922), La filosofia dell'arte 1931) e, postuma, Genesi e struttura della società, composta nel 1943.

la più importante e radicale riforma della scuola italiana, proposta da Giovanni Gentile nella sua qualità di ministro¬ della pubblica istruzione e divenuta legge nel 1923. Essa si fondava soprattutto su due principi: quello della libertà di insegnamento e quello dell'esame di Stato. Inoltre essa rinnovò radicalmente l'insegnamento in ogni ordine di scuole: diede, per la prima volta in Italia, un ordinamento dei programmi alle scuole materne, portò l' "obbligo scolastico fin al 14° anno d'età.

 

 

                                                                                   

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