DISTRIBUZIONE LIBRI DI STORIA CULTURA E TRADIZIONI POPOLARI DI SICILIA

                            Le Chiese di Ferla    

indietro

libri
classici bur

                         Chiesa di Sant'Antonio

Originariamente (ne sec. XVI) era ubicata nella parte bassa dell'abitato, nel quartiere di fronte alla Chiesa del Carmine. Il terremoto la distrusse interamente; la ricostruzione avvenne nell'attuale sito, al centro dell'abitato.

L'impianto a croce greca fu disegnato nel 1696 dal frate Michele La Ferla, laico professo dei Minori Riformati. Le dimensioni stabilite furono di 33 m. per ogni asse della croce.

L'esterno, particolarmente interessante, è composto da una sinuosa facciata barocca costituita da tre corpi concavi di cui i due laterali sono coronati da celle campanarie. La chiesa si stacca dal prototipo gagliardiano della "facciata-torre", modello tanto spesso usato nei piccoli centri iblei lungo tutto l'arco del Settecento, ma della scuola del Gagliardi porta notevoli segni: nella sagome del portale e delle nicchie, nei particolari decorativi e innanzitutto in quel frenetico movimento di tutto l'insieme.

L'interno è uno spazio dinamico, tipologicamente nuovo e raramente usato. La volta della cupoletta ottagonale è un ricamo eccezionale di fregi, di affreschi, di stucchi. L'affresco centrale raffigurante il "Trionfo di S. Antonio" è del Cristadoro cosi come l'evangelista S. Luca.

Le otto sculture a stucco riproducenti le virtu teologali e cardinali sono opere di gusto serpottiano.

La cupoletta della torre campanaria sinistra cad-de col terremoto del 1908.

La chiesa fu fatta sacramentale nel 1831 con decreto del vescovo di Siracusa Giuseppe Amorelli.

All'interno, in apposite nicchie, si conservano pregevoli sculture lignee del Settecento raffiguranti santi cari alla devozione religiosa dei ferlesi (Sant'Antonio, San Michele, la Madonna, ecc.).

                      Chiesa di San Sebastiano

E la chiesa piu grande del paese; ha impianto a tre navate con 41 m. di lunghezza e 41 m. di larghezza.

Fu edificata la prima volta nel 1481 con l'autorizzazione del vescovo di Siracusa Dalmazio S. Dionigi il quale assegnò indulgenze straordinarie per stimolare la raccolta dei fondi.

Il terremoto del 1693 distrusse interamente il tempio quattrocentesco che fu ricostruito secondo un modulo più ampio ed un programma plastico decorativo ricco di pregi artistici.

Per l'apparato plastico della singolare facciata fu chiamato l'architetto e scultore buccherese Michelangelo Di Giacomo il quale, per la prima volta, in tutta l'esperienza decorativa del barocco ibleo, elevò l'effimero a dignità di scultura (1734-1741).

La macchinetta del portale lungi dall'essere il solito apparato decorativo ridondante di spezzate, di curve e di goffe figure, è il migliore esempio scultoreo del barocco del Settecento siciliano.

Per le decorazioni interne furono chiamati abilissimi stuccatori; per le pitture fu incaricato Giuseppe Cristadoro, autore del grandissimo quadro di San Sebastiano.

All'interno si conservano una statua di San Sebastiano in legno d'arancio (1530) ed una bellissima statua lignea del Seicento raffigurante l'Immacolata.

La festa di S. Sebastiano fu istituita il 13 settembre 1642 con bolla del Papa Urbano VIII; il vescovo di Siracusa G. A. Capobianco creò l'obbligo del precetto per tale festa (19 gennaio 1660).

La chiesa fu rasa sacramentale il 28 maggio 1660 per concessione del Papa Alessandro VII.

testi tratti dal volume L altopiano degli Iblei di Paolo Giansiracusa

                                                                                       

 

                                                                                            chiese37

© 2004 Siculo.it   -