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Il disastroso terremoto del 1908 |
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Il terremoto del 28 dicembre 1908 portò infine rovine dovunque, sulla costa siciliana come su quella calabrese dello stretto. Messina soffrì la perdita di circa 60.000 persone, e la distruzione completa del 91% dei suoi edifici. La città fu ricostruita dov'era prima: già nel gennaio del 1909 un villaggio di baracche era sorto in piazza Cairoli, al limite meridionale della città distrutta. Molti degli abitanti superstiti migrarono a Roma, a Napoli, a Torino, e in altre regioni italiane; e il ripopolamento della città fu dovuto soprattutto all'inurbamento di una società priva di esperienze mercantili e di notevoli risorse finanziarie, e di frequente invischiata in tradizioni rurali. Da qui la depressione e la sciattezza del tono sociale negli ultimi cinquant'anni — che si è riflessa nella costruzione edile pacchiana, impersonale e quasi coloniale... — e un certo provincialismo che permea la vita locale odierna: cioè la scarsità di iniziative ardite e dinamiche. . Messina e Reggio Calabria sono rase al suolo dal terremoto, che provoca oltre 150 000 morti. In seguito al disastroso evento verrà approvata una legge che prevede stanziamenti a favore dei terremotati e provvedimenti intesi a proteggere l'industria zolfifera e la produzione e il commercio degli agrumi nell'Italia meridionale. |
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Fatto storico 10
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