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La terra di Sicilia è fonte
di leggende (accumulatesi nel corso dei secoli e nel susseguirsi, di
diverse culture e dominazioni), perduranti nell'immaginario o
collettivo di un popolo fantasioso quale è quello, della Trinacria.
Mitiche vicende, come quelle del pastorello Alfeo e della ninfa
Aretusa o del ratto di Proserpina, oppure avete protagonisti storici
personaggi divenuti leggendari: il Conte Ruggero (qui alle prese con
una. Betta, la traditrice) o Matteo Bonello. O storie leggendarie di
luoghi famosi: il tempio di Cefalù, Pizzo di Lauro, la Grotta del
cavallo a Sabucina. O episodi intriganti, capaci di calamitare-
l'attenzione e la fantasia del lettore: il principe normanno e la
pescivendola dell'Acquasanta, la monachella della fontana, la bara
misteriosa, fa lettera del diavolo, la Madonna insanguinata condì: i
«Storie» da leggere come ascoltate a viva voce, tali da far rimanere
a bocca aperta adulti e bambini, scritte con la finezza e
l'incisività di Giuseppe Foti, uno scrittore siciliano
(ingiustamente obliato), che fu allievo del Pitrè all'Università di
Palermo, finissimo poeta e amico di poeti della tempra di Vincenzo
De Simone, Ignazio Buttitta e Giuseppe Ganci Battaglia. |