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S.Sofia vergine e martire 10 settembre |
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Santa Sofia nasce intorno al 200 d.C. si dice dall’imperatore romano Costante Costui, principe superbo ed eccellente, non poteva avere un erede ed a tal motivo la moglie veniva trattata al pari di una serva; restava sempre sola e pregava i suoi dei fino a tarda notte. Un giorno, sentita annunziare la parola di Cristo, cercò in Erbesso un vescovo cristiano di nome Timoteo e si fece battezzare. Dopo lunghe preghiere, un angelo le annunziò che una figlia bella come il sole l’avrebbe fatta beata. Subito annunciò il messaggio al marito ed in quel medesimo istante la statua di Minerva cadde e si ruppe rotolando fino ai piedi della principessa. Costante disse allora: “Mia figlia dovrà essere vanto ed onore dei sapienti, sarà figlia della luce e si chiamerà Sofia”. La bambina crebbe brava ed obbediente, apprendendo dalla madre la fede cristiana, fino all’età di cinque anni quando la madre morì; venne affidata ad una nutrice che la istruì nelle cose profane, ma Sofia rimaneva nella fede cristiana. Scatenatasi la persecuzione contro i cristiani, anche Costante la decretò. Sofia cercò Timoteo per ricevere il battesimo, questi riuscì a battezzarla insieme alla nutrice proprio il giorno in cui Sofia doveva essere proclamata principessa ereditaria, ma furono scoperti in preghiera subito dopo. Timoteo e la nutrice furono condannati a morte mentre Sofia, vestita in abiti regali, fu gettata in prigione dove venne appesa come Cristo e frustata con lo scopo di farle recuperare la ragione. La notte seguente ricevette in prigione la visita di un angelo che la consolò, la risanò, la liberò dalle catene e le indicò la via per fuggire. Lasciata Bisanzio, s’imbarca ed arriva a Siracusa spingendosi fino all’area di Pantalica dove restituisce la vista ad un cieco e sceglie come residenza di vita mistica una caverna. Sofia predicò la buona novella a tutte le genti che la seguirono, ma molti erano diffidenti e rassegnati così Sofia si rifugiò nella sua spelonca in preghiere e penitenza fino a quando la gente non la cercò per farsi battezzare. Il prefetto romano di Pantalica, Marziale, dopo numerose ricerche riuscì a trovarla nella caverna in preghiera. Afferratola per i capelli le strappò una ciocca, la condannò a morte ed ordinò che fosse condotta dal padre. Sofia pregò per i suoi persecutori affinché potessero dissetarsi dopo la lunga ricerca. Marziale allora si adirò, ma non era in grado di muovere la mano in cui stringeva la ciocca e solo al volere di Sofia la ciocca cadde e dalla terra affiorò una sorgente (Pozzo di S. Sofia). Condotta davanti al padre venne da questi condannata a morte e, condotta in prigione, venne decapitata (supplizio concesso alle persone nobili). Il boia volle leccare il sangue che aveva un sapore dolce poiché era diventato latte e miele. Venne ordinato di gettare il corpo nel fiume, ma gli schiavi (cristiani) lo nascosero in una grotta dove tre anni dopo il padre venne pentito a pregare e a ricevere il battesimo. Nel 1538 Papa Paolo III conferma Sofia patrona tutelare della città di Sortino, dove viene festeggiata con grande devozione il 10 settembre. Etimologia: deriva dal greco sophìa e vuol dire “sapienza” Attributi: È la santa più difficile da riconoscere, il suo attributo principale è la presenza di bambini, mentre attributo secondario sono il sepolcro e la grotta. Altri attributi comuni ad altri santi sono la croce simbolo della fede cristiana, la palma simbolo del martirio e la spada oggetto della decapitazione.
Patronati: Sortino (SR) |
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