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                            S.Paolo Apostolo

                      25 gennaio - 29 giugno

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E uno dei pochi santi ad avere due feste: il 25 gennaio si commemora la sua conversione sulla via di Damasco, mentre il 29 giugno se ne commemora, insieme a Pietro, il martirio.Saulo nacque a Tarso di Cilicia sul Cidno (la costa occidentale dell’odierna Turchia) alcuni anni dopo Cristo (intorno all’anno 10) che non conobbe, da una famiglia ebraica della tribù di Beniamino.  Dal padre ereditò la cittadinanza romana e il nome Paolo, che userà normalmente dopo la conversione. Visse tuttavia in un ambiente di ebrei rigorosi ed osservanti, che aderivano alla setta dei Farisei, distinta per lo zelo religioso fino all’estremo fanatismo. Questo non gli impedì di avere una vita mondana: uomo di mente aperta e grande viaggiatore, dovette partecipare intensamente alla movimentata vita che si svolgeva nella città ellenistica, visse infatti fuori della Palestina durante la vita pubblica di Gesù. Da giovane non trascurò di apprendere un mestiere, quello di tessitore, per guadagnarsi il pane quotidiano senza essere di peso ad alcuno. All’età di circa 20 anni si recò a Gerusalemme per perfezionare la sua formazione rabbinica nella Scuola Superiore di Gerusalemme, sotto la guida del rabbì Gamaliele il Vecchio, uomo di grande dottrina che lo avviò alla lettura e all’esegesi dei testi sacri. Gli Atti degli Apostoli parlano diffusamente di lui e alludono più volte alla sua attività di persecutore dei cristiani, compiuta in buona fede — dice di se stesso Saulo — per zelo nei confronti della legge ebraica. Testimone del martirio di Stefano, il primo dei sette diaconi, che fu lapidato dalla folla, “Saulo era fra coloro che approvavano la sua uccisione” (Atti 8,3).Munito di Lettere commendatizie del Sommo Sacerdote alle Sinagoghe, Saulo partì da Gerusalemme per raggiungere Damasco con lo scopo di organizzare in Siria la repressione contro i cristiani. Mentre “…stava per avvicinarsi a Damasco, all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?». Rispose: «Chi sei, o Signore?». E la voce: «Io sono Gesù, che tu perseguiti! Orsù alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare». Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce ma non vedendo nessuno. Saulo si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco, dove rimase per tre giorni senza vedere e senza prendere né cibo né bevanda.” (Atti 9,3-9). Il Signore apparve ad Anania, suo discepolo, e lo mando a battezzare Saulo. Anania entrò nella casa di un certo Giuda, presso cui risiedeva Saulo, ed impostogli le mani questi riacquistò la vista e fu battezzato.Iniziò così a predicare la parola di Cristo nelle sinagoghe. I Giudei decisero allora di ucciderlo, ma Saulo riuscì a salvarsi grazie all’aiuto dei cristiani che lo calarono di notte dalle mura in una cesta. Si recò quindi a Gerusalemme per parlare a San Pietro, questi lo mandò a predicare nelle vicine Cilia e Siria. San Barnaba lo fece venire ad Antiochia per aiutarlo nell’opera di evangelizzazione di quella città. Insieme visitarono Cipro, convertendo il proconsole romano Sergio Paolo; questi si convinse subito dell’efficacia della dottrina cristiana quando Saulo, indispettito dal tentativo del Mago Elimas d’impedirgli l’opera di conversione, lo fece diventare miracolosamente cieco.       Da questo momento, “…Saulo, detto anche Paolo…” (Atti 13,9) viene chiamato con quest’ultimo nome.Essendo arduo elencare le tappe del suo lunghissimo viaggio, si dirà solo che, percorsa buona parte dell’Asia minore, Paolo e Barnaba si fermarono a Listra. Qui il Santo fece camminare uno storpio e la folla che aveva assistito al miracolo, scambiando i due apostoli per Zeus ed Ermes, insistette per offrire loro un sacrificio. Scappati dalla città, i due ripresero il viaggio e dopo una sosta ad Antiochia di Siria arrivarono finalmente a Gerusalemme per il concilio: qui Paolo sostenne l’indipendenza dei cristiani dalla legge ebraica, ma poi finì per accettare un documento che mediava fra due opposte posizioni e fu per questo aspramente rimproverato da Pietro.Separatosi da Barnaba, partì con un tale Sila per un altro lungo viaggio avventuroso, nel corso del quale i due a Filippi, colonia romana, vennero flagellati e incarcerati.       Scappato al tumulto che le sue parole avevano provocato a Tessalonica, si rifugiò ad Atene dove la predicazione risultò un vero fiasco: gli scettici e sofisticati ateniesi non si lasciarono incantare dalla pur dotta dialettica del celebre discorso all’Areopago. Più successo ebbe Paolo a Corinto, dove incontrò i due coniugi Aquila e Priscilla, presso cui si mise a lavorare per mantenersi. Rimase poi a lungo ad Efeso dove probabilmente fu di nuovo arrestato; andò in Macedonia e di nuovo ad Efeso e Gerusalemme. Qui venne sottratto al linciaggio della folla, ma poi fu flagellato dal tribuno malgrado si protestasse cittadino romano, condotto davanti al Sinedrio ed infine inviato a Cesarea dove fu tenuto in carcere per due anni dal procuratore romano.Paolo si appellò, come cittadino romano, al tribunale imperiale e venne consegnato al centurione Giulio, che aveva l’incarico di trasferirlo a Roma. Il viaggio fortunoso si interruppe per tre mesi a Malta dove la nave fece naufragio: nell’isola il Santo è protagonista del famoso episodio della vipera. Morso a una mano dal rettile, il Santo ne uscì immune, dando così prova di avere dominio sui serpenti e su ogni sorta di animali venefici. Dopo varie tappe (Siracusa, Reggio, Pozzuoli), il viaggio si concluse nel 61 d.C. a Roma, dove Paolo trascorse due anni di «arresti domiciliari», ma con la libertà di ricevere chiunque   Qui si conclude la testimonianza degli Atti degli Apostoli, scritta dal suo illustre biografo: il medico ed evangelista siriano San Luca, che lo accompagnò anche nel viaggio a Roma. Il racconto degli ultimi anni dell’avventurosa vita dell’Apostolo è basato su passi delle sue epistole e su apocrifi e leggende. Il processo non ebbe luogo, in quanto gli accusatori non si presentarono a Roma entro il termine prescritto, e Paolo venne dichiarato libero e intraprese nuovi viaggi   Scoppiata la persecuzione di Nerone, fu rintracciato in Oriente e riportato a Roma. Nel 67 d.C., venne decapitato (trattamento riservato ai cittadini romani) ad Aquae Salviae, oggi detto “Tre Fontane”, sull’attuale strada per Ardea, a sinistra della Via Ostiense. Qui venne costruita l’Abbazia delle Tre Fontane, costituita da tre chiese: la Chiesa di San Paolo inglobò tre fonti, quelle che sarebbero sgorgate allorché la testa recisa dell’Apostolo, cadendo, balzò a terra per tre volte. Ben presto si cominciò a venerarne la tomba sulla Via Ostiense, là dove fu poi edificata la basilica in suo onore. San Pietro e San Paolo sono i due santi ricordati più frequentemente e con maggior solennità. Vengono sempre associati perché si riteneva che il 29 giugno del 67 fossero stati tutti e due uccisi, Pietro sul Colle Vaticano, Paolo in località Tre Fontane. In realtà neanche coincide l’anno: Pietro morì nel 64, durante la persecuzione seguita all’incendio di Roma, Paolo tre anni dopo. Semplicemente accade che nella religione cattolica, le feste cristiane siano state innescate sulle feste pagane, per poter usufruire della tradizione (come per la festa di Natale, N.d.R.): il 29 giugno era la data in cui venivano esaltate le figure di Romolo e Remo, mitici fondatori di Roma. Anche Pietro e Paolo divennero i Romae parentes, procreatori di Roma, perché con il loro sangue generarono la Roma Cristiana e la Chiesa.

Etimologia: Il nome ebraico era Saulo, mentre Paolo era il nome romano che ereditò dal padre, insieme alla cittadinanza romana, e che usò normalmente dopo la conversione,.Saulo viene dall’ebraico Sha’ûl e significa “Richiesto, desiderato, implorato e ottenuto con la preghiera (da Dio)”.Il nome Paolo, deriva dalla parola latina paulus, che è a sua volta il diminutivo di paucus, che significa “poco”, “non grande”, “piccolo”, veniva utilizzato come soprannome con il significato di “piccolo” e “giovane”.

Patronato:Vescovi, missionari, teologi, stampa cattolica; invocatocontro la tempesta ed i morsi di animali velenosi (serpenti in particolare); Roma, Bologna, Ancona, Camerino, Massalombarda, Palazzolo Acreide, Solarino, Grecia, Malta.

Emblema: La classica rappresentazione iconografica del santo è quella relativa alla sua conversione sulla via di Damasco, dove per altro è rappresentato come soldato (ma non lo era); non mancano tuttavia le presenze fra le compagini di santi ai piedi del Cristo o della Madonna, come pure la raffigurazione in compagnia di Pietro o altri episodi della vita del santo. In questi casi viene raffigurato in tunica di color verde con mantello di colore rosso.La spada rappresenta l’attributo principale di questo santo, in quanto arma del suo martirio, mentre primo fra i secondari è il libro, simbolo della predicazione e della dottrina del Vangelo: stiamo parlando dell’« Apostolo delle Genti », fondatore con Pietro della Chiesa.Altri attributi secondari sono le tre fontane, che si originarono dalla caduta del capo del santo a terra, e il serpente, simbolo dell’episodio di Malta e della protezione del santo contro i morsi velenosi. Proprio quest’ultimo simbolo è immancabile nelle aree di devozione maltese tanto che, a Palazzolo Acreide e a Solarino (aree con antica immigrazione maltese), diventa attributo primario insieme alla spada nelle decorazioni e nella simbologia.

Fra gli attributi secondari vanno anche annoverati i simboli generici del martirio come la palma e la corona.

                                                                               

                                                                                         

 

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