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                          S.Sebastiano Martire

                              20 gennaio

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Veniva da Narbona, nelle Gallie (secondo S. Ambrogio era milanese di nascita), ed era tribuno delle guardie pretoriane. Convertitosi al cristianesimo, faceva proseliti fra le truppe e i prigionieri: lo stesso governatore di Roma, Cromazio, e suo figlio Tiburzio, da lui convertiti, avrebbero affrontato il martirio. Tutto ciò non poteva passare inosservato a corte, tanto che Diocleziano stesso convocò Sebastiano. Inizialmente si appellò alla vecchia familiarità: “Ti avevo aperto le porte del mio palazzo e spianato la strada per una promettente carriera e tu attentavi alla mia salute”. Poi passò alle minacce e infine alla condanna. Venne legato al tronco di un albero, in aperta campagna, e saettato di suoi stessi soldati.Viene ritrovato ancora vivo dalla pia donna Irene, in quanto nessuna delle frecce ha colpito parti vitali, che lo cura. Rimessosi in forze, si ripresenta davanti l’imperatore per accusarlo pubblicamente. Viene preso e, ucciso a bastonate, viene gettato nella cloaca massima, era il 304 d. C.. Viene poi sottratto da un pio cristiano a cui Sebastiano era apparso in sogno e sepolto nelle catacombe che ne hanno preso il nome. Si crede che il corpo sia conservato in una delle basiliche minori romane a lui dedicata.

Etimologia: deriva dalla radice greca sebastós che significa “venerabile, augusto”

Patronato:Atleti, arcieri, vigili urbani, tappezzieri, passamanai; invocato per la parola e contro la peste e l’epizozia,; Roma, Asti, Lodi, Acireale, Melilli, Palazzolo Acreide.

Emblema: L’iconografia ce lo presenta nudo legato ad un palo o un albero e trafitto dalle frecce, innumerevoli sono state le raffigurazioni del primo martirio del santo. Gli attributi del santo si ritrovano con facilità nella simbologia decorativa delle chiese.

L’attributo principale è rappresentato dalle frecce, arma del famoso martirio; mentre attributo principale sono la palma (simbolo generico del martirio) e la corona (simbolo di martirio usato meno spesso), alcune volte in forma duplice a motivo del doppio martirio del santo che per tal motivo viene anche aggettivato come “bimartire”.

                                                                      

                                                                                           

 

                                                                                            santi8

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